Come gestire le regressioni del sonno nei bambini: strategie e consigli

Il sonno rappresenta uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo ottimale dei bambini, su questo siamo tutti d'accordo. Ma quando dobbiamo rispondere a domande e preoccupazioni dei genitori riguardo ai cambiamenti nel sonno dei loro piccoli, spesso ci troviamo in difficoltà. Ogni situazione è diversa e non esiste una risposta univoca, che vada bene per tutti. Ci sono però dei cambiamenti, nella fisiologia del sonno del bambino, che è fondamentale saper riconoscere: stiamo parlando delle regressioni del sonno, fenomeni naturali e prevedibili che accompagnano le diverse fasi dello sviluppo infantile. In questo articolo ti diamo alcune indicazioni pratiche per aiutare le famiglie ad affrontarle, nel pieno rispetto del benessere del bambino e del suo sviluppo, fisiologico ed emotivo.
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L'importanza del sonno nello sviluppo infantile

Il sonno non è semplicemente un momento di riposo, ma un processo attivo fondamentale per lo sviluppo cerebrale del bambino. Durante le ore di sonno avvengono processi cruciali per la consolidazione della memoria, l'apprendimento e la regolazione emotiva. Recenti studi hanno dimostrato come la qualità del sonno nei primi anni di vita sia direttamente correlata allo sviluppo cognitivo e comportamentale successivo.

Ciò avviene attraverso fasi ben definite, ognuna delle quali può influenzare significativamente i pattern del sonno.


Durante i primi tre anni di vita, il cervello del bambino attraversa periodi di intensa attività neuronale, con la formazione di nuove connessioni sinaptiche e il consolidamento di quelle esistenti. Questi processi neurobiologici hanno un impatto diretto sulla qualità e quantità del sonno.

Le principali regressioni del sonno del primo anno

Chi si occupa di sostegno alla genitorialità conosce bene lo sviluppo del bambino e sa che questo non avviene in modo lineare e continuo. Ci sono momenti in cui il piccolo matura delle abilità e fa dei grandi grandi balzi in avanti nel suo percorso di crescita, e i momenti in cui ha bisogno di "tornare indietro" perché le cose cambiano troppo velocemente e lui/ lei ha bisogno di rallentare per consolidare.

Quando ciò accade si parla di regressione.

La prima regressione del sonno si manifesta tipicamente intorno ai 4 mesi di vita, in concomitanza con importanti cambiamenti nella maturazione del sistema nervoso centrale. In questa fase, il sonno del bambino inizia a organizzarsi in cicli più definiti, simili a quelli dell'adulto. I genitori potrebbero notare risvegli più frequenti e difficoltà nell'addormentamento.

La seconda regressione, che si verifica intorno agli 8-10 mesi, coincide con l'acquisizione di nuove competenze motorie come il gattonamento e i primi passi. In questo periodo, il cervello del bambino è particolarmente attivo nell'elaborazione delle nuove informazioni motorie e spaziali, il che può interferire con i normali pattern di sonno.

La terza importante regressione (quella del 12 mesi è simile alla precedente), collocabile intorno ai 18 mesi, è spesso associata all'esplosione del linguaggio e alla crescente consapevolezza di sé. Il bambino sviluppa una maggiore comprensione del mondo circostante e può manifestare ansia da separazione più intensa, che si riflette sulla qualità del sonno.
La scelta di intraprendere questa carriera non è solo una decisione professionale, ma anche un impegno a promuovere la salute e il benessere delle famiglie. Investire nella formazione per diventare consulente del sonno significa contribuire a un futuro migliore per i bambini e i genitori, aiutandoli a navigare le sfide del sonno con competenza ed empatia. Ma come scegliere il corso giusto? Ecco quattro aspetti fondamentali da considerare prima di scegliere quale acquistare.

Fattori esterni che influenzano il sonno

Il sonno dei bambini non è influenzato solo dalle fasi di sviluppo, ma anche da numerosi fattori esterni che possono temporaneamente alterare i pattern del riposo. 

La dentizione, ad esempio, può causare disagio e dolore, portando a risvegli più frequenti durante la notte. Uno studio condotto presso l'Università di Helsinki ha evidenziato come il processo di eruzione dentale possa influenzare significativamente la qualità del sonno per periodi che vanno dai 4 agli 8 giorni.

Le malattie stagionali rappresentano un altro fattore significativo di disturbo del sonno. Durante questi periodi è fondamentale mantenere il più possibile le routine stabilite, pur adattandole alle necessità del momento.

E anche i cambiamenti ambientali, come il passaggio a un nuovo letto o il trasferimento in una nuova casa, richiedono particolare attenzione e un approccio graduale per minimizzare l'impatto sul sonno del bambino.

Il ruolo fondamentale della routine

In tutto ciò, cosa può fare la Consulente del Sonno per supportare le famiglie? Aiutare i genitori ad affrontare questi cambiamenti, spiegando a cosa sono dovuti e costruendo assieme a loro delle strategie per gestirli al meglio.

La routine del sonno, ad esempio, rappresenta un'ancora di stabilità per il bambino, particolarmente importante durante le fasi di regressione. Una ricerca pubblicata sul Journal of Sleep Medicine ha dimostrato come una routine serale costante sia associata a una migliore qualità del sonno e a una riduzione dei problemi comportamentali.

La routine ideale dovrebbe iniziare circa 30-45 minuti prima dell'orario prestabilito per il sonno. È importante che le attività si svolgano sempre nella stessa sequenza, creando un rituale riconoscibile che aiuti il bambino a prepararsi mentalmente e fisicamente al riposo. Il bagno serale, ad esempio, può rappresentare un momento di transizione che segnala l'inizio della routine della nanna, seguito da attività rilassanti come la lettura di una storia o un momento di coccole.

Sviluppare l'auto-regolazione: strategie efficaci

L'auto-regolazione nel sonno è una competenza che si sviluppa gradualmente e richiede il supporto costante dei caregiver. Recenti ricerche nel campo delle neuroscienze hanno evidenziato come il sostegno emotivo durante i momenti di difficoltà nel sonno contribuisca allo sviluppo di connessioni neuronali fondamentali per l'auto-regolazione.

Per favorire questo processo, è importante:

  • Riconoscere e rispondere ai segnali di stanchezza del bambino, aiutandolo a identificare le sensazioni associate al bisogno di riposo. Questo sviluppa la consapevolezza corporea e la capacità di autoregolazione.
  • Creare un ambiente che supporti il sonno, mantenendo la stanza a una temperatura adeguata (idealmente tra i 18 e i 22 gradi), sufficientemente buia e silenziosa. L'utilizzo di un rumore bianco costante può aiutare a mascherare i rumori improvvisi che potrebbero disturbare il sonno.
  • Accompagnare il bambino nel processo di addormentamento con una presenza rassicurante ma progressivamente meno interventista, permettendogli di sviluppare strategie personali per il rilassamento.

Strategie specifiche per affrontare le regressioni del sonno (in base all'età)

4-6 mesi
Durante la prima regressione è fondamentale mantenere la calma e la coerenza. I genitori possono introdurre oggetti transizionali sicuri, come un piccolo pupazzo o una copertina, che diventano fonte di conforto e sicurezza. È importante evitare di creare associazioni negative con il sonno, mantenendo un approccio gentile e paziente.
8-10 mesi
In questa fase, caratterizzata da intense scoperte motorie, è utile assicurarsi che il bambino abbia sufficienti opportunità durante il giorno per sperimentare le nuove abilità acquisite. Un'adeguata attività fisica diurna favorisce infatti un sonno più sereno. Questo è anche il momento ideale per iniziare a sviluppare rituali di pre-sonno più strutturati.
18-24 mesi
La regressione dei 18 mesi richiede un approccio particolarmente delicato e rispettoso dei bisogni emotivi del bambino. Elizabeth Pantley, nel suo approccio gentile al sonno, suggerisce di utilizzare il metodo del "distacco graduale". Questo prevede di rimanere accanto al bambino durante l'addormentamento, spostando gradualmente la propria posizione: prima seduti sul letto, poi su una sedia accanto, successivamente più lontano, fino a raggiungere la porta della stanza. Questo processo può richiedere diverse settimane, ma rispetta i tempi del bambino e la sua necessità di sicurezza emotiva.

In questa fase è anche molto efficace l'utilizzo di quello che Pantley chiama "dialogo del sonno": una conversazione tranquilla e ripetitiva che anticipa gli eventi della notte, rassicurando il bambino sulla presenza del genitore e sulla temporaneità della separazione. Ad esempio: "Mamma/papà è qui vicino, tu dormi tranquillo e al risveglio ci ritroveremo". Questa tecnica aiuta il bambino a gestire l'ansia da separazione tipica di questa età, creando un ponte emotivo che dura per tutta la notte.

Vuoi accompagnare le famiglie in questo percorso con maggiore consapevolezza?

Affrontare regressioni, difficoltà di addormentamento e risvegli frequenti non significa solo dare consigli su orari o routine: significa leggere i segnali, comprendere le emozioni, offrire uno sguardo competente e rassicurante.
Per chi lavora (o desidera lavorare) nel sostegno alla genitorialità, saper affrontare con sensibilità e metodo queste sfide è una competenza sempre più richiesta.

Nel nostro Master per Consulente del Sonno Infantile approfondiamo questi temi in modo integrato, unendo evidenze scientifiche, strumenti operativi e attenzione alla dimensione relazionale. Perché il sonno non è mai solo una questione tecnica: è un linguaggio con cui bambini e adulti comunicano bisogni, crescita e cambiamento.

La guida gratuita "Lavorare con il sonno infantile: scenari, errori ricorrenti e trasformazioni possibili" ti aiuta a esplorare i nodi più frequenti nel lavoro con il sonno, gli errori professionali più comuni — e le trasformazioni possibili, per chi vuole evolvere davvero il proprio approccio.

Se desideri non solo conoscere queste strategie, ma padroneggiarle davvero — con metodo, consapevolezza e strumenti concreti — allora potresti aver bisogno di una formazione che non si limiti a elencare tecniche, ma ti accompagni passo dopo passo nella comprensione profonda del sonno infantile.

È ciò che facciamo nel Master per Consulente del Sonno Infantile di VivInfanzia: un percorso che unisce sapere scientifico, pratica ragionata e attenzione alla relazione.
Ecco perché è diverso da tante altre proposte formative — e perché potresti volerlo conoscere più da vicino.

Competenze integrate del docente

La formazione si basa sulla doppia prospettiva medica e psicologica del docente, che ha conseguito una laurea in Medicina e una laurea magistrale in Psicologia Clinica. Questa combinazione unica di competenze permette di affrontare il sonno infantile in modo olistico, tenendo conto sia degli aspetti biologici e fisiologici che di quelli relazionali, comportamentali e psico-pedagogici. Come discusso in precedenza, un formatore con competenze mediche e psicologiche è in grado di fornire una visione completa del sonno, spiegare i meccanismi biologici e gli aspetti psicologici che influenzano il sonno infantile, e fornire gli strumenti per affrontare le diverse problematiche.

Completezza del programma

Il Master affronta in modo approfondito e completo tutti gli argomenti rilevanti per la consulenza del sonno. Si parla di come e perché il bambino dorme, delle routine e del comportamento del bambino, dell'approccio dei genitori e dell'operatività della professionista.
Una formazione che non si limita a pochi insegnamenti banali o a un'assimilazione al sonno dell'adulto, ma con un programma completo che prepara i consulenti ad affrontare le diverse situazioni che incontreranno nella loro pratica professionale.

Supporto continuo

Il Master offre inoltre un supporto costante durante e dopo la formazione. Gli studenti possonochiedere chiarimenti e approfondimenti su qualsiasi argomento tramite WhatsApp, email o durante le live nel gruppo riservato VivInfanzia Academy. Oltre al supporto diretto con il docente, gli studenti hanno accesso a una community di corsisti, un forum per il confronto e un'aula virtuale con incontri due volte al mese. Sono poi disponibili anche approfondimenti video registrati, accessibili in qualsiasi momento.

Applicazione pratica

Il Master di VivInfanzia si distingue per la sua attenzione alla pratica e all'applicazione delle conoscenze acquisite. Oltre alla parte teorica, il corso prevede casi studio che gli studenti devono analizzare e per i quali devono proporre un progetto di intervento. Ogni proposta viene discussa personalmente con il docente, garantendo un feedback individualizzato e un'applicazione concreta delle competenze apprese. Il Master fornisce un modello operativo, illustrato passo dopo passo, che permette di tradurre le nozioni teoriche in interventi efficaci per le famiglie. L'enfasi sull'applicazione pratica è fondamentale per formare consulenti del sonno pronti a intervenire in modo concreto e a fornire un supporto efficace alle famiglie.

Approccio personalizzato

Il Master insegna poi agli studenti a utilizzare le competenze acquisite per costruire progetti di intervento su misura per ciascun bambino e la sua famiglia. L'approccio personalizzato è in linea con l'importanza, sottolineata in precedenza, di analizzare le situazioni individuali, identificare le cause dei problemi di sonno e sviluppare soluzioni specifiche per ogni bambino e famiglia.

Etica e benessere del bambino

VivInfanzia si dichiara contraria a qualsiasi tecnica che non metta al primo posto il benessere fisiologico del bambino o che si basi sulla modellazione del comportamento. Questo focus sull'etica e sul benessere del piccolo sottolinea l'importanza di una formazione responsabile, che tenga conto degli aspetti medici, psicologici e relazionali del bambino e della sua famiglia.

Supervisione post-formazione

Dopo aver completato il Master e ottenuto la certificazione, il docente offre supervisione e guida individuale nella gestione del primo incarico professionale. Questo supporto post-formazione è un ulteriore elemento distintivo che aiuta i neo-consulenti a mettere in pratica le competenze acquisite e ad affrontare con sicurezza le prime sfide professionali.
In sintesi, il Master Consulente del Sonno di VivInfanzia si distingue per la sua unicità grazie a:

  • Un docente con competenze mediche e psicologiche integrate;
  • Un programma completo e approfondito;
  • Un supporto continuo durante e dopo la formazione;
  • Un focus sull'applicazione pratica e sull'analisi di casi studio;
  • Un approccio personalizzato per ogni bambino e famiglia;
  • Un'attenzione all'etica e al benessere del bambino;
  • Un servizio di supervisione individuale per il primo incarico professionale.

Questi elementi contribuiscono a formare consulenti del sonno competenti, preparati e capaci di fornire un supporto efficace e responsabile alle famiglie che affrontano sfide legate al sonno dei loro bambini.

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